“Non possiamo più far finta di niente di fronte a una delle maggioricrisi ambientali della storia“. Dal Chiapas Papa Francescoha fatto suo il grido di dolore della Terra, inquinata e devastata, al centro della sua enciclica sociale sul creato Laudato sì. “Siamo cresciuti – ha affermato Bergoglio nell’omelia della messa celebrata con gli indigeni messicani – pensando che eravamo proprietari e dominatori della terra, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi”. Per Francesco “la sfida ambientale che viviamo e le sue radici umane ci toccano tutti e ci interpellano”.

Proprio rivolgendosi agli indigeni, usando anche la loro lingua sia nell’omelia sia nella celebrazione della messa, il Papa ha voluto chiedere perdono: “Molte volte, in modo sistematico e strutturale, i vostri popoli sono stati incompresi ed esclusi dalla società. Alcuni hanno considerato inferiori i loro valori, la loro cultura e le loro tradizioni. Altri, ammaliati dal potere, dal denaro e dalle leggi del mercato, lo hanno spogliato delle loro terre o hanno realizzato opere che le inquinavano. Che tristezza! Quanto farebbe bene a tutti noi fare un esame di coscienza e imparare a dire: perdono! Il mondo di oggi, spogliato dalla cultura dello scarto, ha bisogno di voi!”.

FONTE:  IL FATTO QUOTIDIANO.IT

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