Il cammino del popolo polacco “ha superato, nell’unità, tanti momenti duri”. E oggi la Madonna nera di Jasna Gora “infonda il desiderio di andare oltre i torti e le ferite del passato e di creare comunione con tutti, senza mai cedere alla tentazione di isolarsi e di imporsi”.

E’ l’invocazione di Papa Francesco nel santuario di Czestochowa, prima tappa della giornata del pontefice alla Giornata mondiale della gioventà. Le parole di Bergoglio sono sembrate dirette alle scelte attuali della Polonia ed allo stesso sentimento dei polacchi rispetto all’emergenza profughi.

Del resto, il Papa ha ribadito il concetto nel pomeriggio, davanti alla folla immensa di giovani che lo attendevano a Cracovia: “Chiediamo tutti insieme al Signore di lanciarci nell’avventura della misericordia! Lanciaci nell’avventura di costruire ponti e abbattere muri, recinti e reti; lanciaci nell’avventura di soccorrere il povero, chi si sente solo e abbandonato, chi non trova più un senso per la sua vita”.

In mattinata il Papa ha celebrato la messa al santuario di Czestochowa, davanti a una folla immensa ben oltre i 300 mila previsti per questo appuntamento speciale nell’ambito della 31esima Giornata mondiale della gioventù. Durante la funzione un piccolo incidente: Papa Francesco è inciampato mentre incensava l’altare. Si è subito rialzato con l’aiuto dei cerimonieri e ha ripreso immediatamente il rito senza problemi. Padre Lombardi in serata ha fatto sapere che la caduta non ha avuto alcuna conseguenza.

Papa Francesco successivamente ha lasciato Czestochowa in elicottero per fare rientro a Cracovia. La folla immensa che era nella spianata, circa mezzo milione di persone, tra le quali aveva compiuto un lungo giro in jeep scoperta prima della messa, ha potuto poi salutarlo di nuovo con un lungo applauso mentre il velivolo sorvolava la spianata gremita.

Il Papa al santuario ha donato una rosa d’argento alla Madonna Nera, un dono esclusivo dei Pontefici in visita ai santuari mariani. L’oggetto è d’argento ed è composto dalla base in marmo rosa, sormontato da un vaso in argento con lo stemma papale, da cui partono i rami con tre rose e foglie.

Prima di raggiungere Czestochowa, papa Francesco, a sorpresa, ha fatto visita in ospedale all’arcivescovo emerito di Cracovia, cardinale Franciszek Macharski. Macharski, 89 anni, è stato il primo successore di Karol Wojtyla sulla cattedra di Cracovia, dove ora siede il cardinale Stanislao Dziwisz. Al momento dell’elezione di Giovanni Paolo II, nel 1978, era rettore del seminario e la sua fu la prima nomina fatta dal nuovo Papa.

Francesco è stato a pranzo nell’episcopio e poi, dopo aver ricevuto le chiavi della città dal sindaco, è salito in tram per arrivare al Parco di Blonie, per la cerimonia di accoglienza alla quale hanno partecipato 500mila giovani di 178 Paesi e circa mille vescovi, tra i quali 139 italiani. Sul mezzo, che viaggiava con l’indicazione ‘Tram del Papa’, c’era un gruppo di ragazzi disabili che Bergoglio ha salutato singolarmente durante il viaggio.

“Siate capaci di azioni grandiose”. “Non c’è niente di più bello che contemplare i desideri, l’impegno, la passione e l’energia con cui tanti giovani vivono la vita”. Durante il suo discorso ai giovani della Gmg, papa Francesco non ha smesso di incoraggiare i ragazzi a sognare e a “opporsi a tutti coloro che dicono che le cose non possono cambiare”.

“Mi conforta il cuore, vedervi così esuberanti” ha detto Francesco alla folla in festa. “La Chiesa oggi vi guarda, il mondo oggi vi guarda e vuole imparare da voi”, perché la misericordia “ha il volto giovane” e i cuori misericordiosi hanno il coraggio di “lasciare le comodità”, sanno “essere un rifugio per chi non ha mai avuto una casa o l’ha perduta”, per chi è dovuto emigrare, sanno “condividere il pane con chi ha fame”, e poi è giunto al punto: si aprono per “ricevere il profugo e il migrante”.

Per questo li ha invitati, come ha fatto più volte, a non ‘pensionarsi’ prima del tempo: “Mi preoccupa vedere giovani che hanno gettato la spugna prima di iniziare la partita. Che si sono arresi senza aver cominciato a giocare. Che camminano con la faccia triste, come se la loro vita non avesse valore”. Allo stesso tempo, però, la preoccupazione è che i ragazzi non si lascino attrarre da quelle che chiama “vertigini oscure”, che finirebbero per pagare care: “Fa pensare quando vedi giovani che perdono gli anni belli della loro vita e le loro energie correndo dietro a venditori di false illusioni (nella mia terra natale diremmo ‘venditori di fumo’) che vi rubano il meglio di voi stessi”.

Infine, non è mancato l’invito che papa Francesco rivolge al mondo quasi quotidianamente, quello a lanciarsi “nell’avventura di costruire ponti e abbattere muri; nell’avventura di soccorrere il povero, chi si sente solo e abbandonato, chi non trova più un senso per la sua vita” e di spingersi “all’ascolto di coloro che non comprendiamo, di quelli che vengono da altre culture, altri popoli, anche di quelli che temiamo perché crediamo che possono farci del male”.

Il Papa si è anche concesso una battuta sul piccolo incidente capitatogli in mattinata: “L’importante non è non cadere, ma non restare a terra e sapersi rialzare dopo la caduta”, ha detto citando anche una canzone degli Alpini in uno dei tanti interventi ‘a braccio’ durante il suo discorso che spesso ha assunto i toni del dialogo con i suoi giovani interlocutori che si sono entusiasmati e commossi fino a lacrime, quasi a voler raccogliere le parole di Bergoglio: “Vuoi una vita piena? Comincia a lasciarti commuovere”.

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