Dio “disperda ogni progetto di terrore e di morte”, affinché “nessun uomo osi più versare il sangue del fratello”. Da Piazza San Pietro alla Promenade des Anglais, ancora oggi toccano fortemente gli animi le parole di Papa Francesco, che ieri all’Angelus ha espresso il proprio dolore per il massacro del 14 luglio scorso a Nizza. Stamani la Francia si è fermata per un minuto di silenzio in memoria delle oltre 80 vittime. Nella località della Costa Azzurra, il raccoglimento è partito alle 11.45, con circa 15 mila persone. Una vera e propria marea umana si è dunque ritrovata al Monument du Centenaire, a pochi passi dalla Promenade des Anglais. Presenti alla cerimonia il premier Manuel Valls e le autorità locali, con il sindaco della città, Christian Estrosi, e il presidente dell’associazione di amicizia Italia-Francia, Paolo Celi. Entrambi hanno ricevuto la telefonata di Papa Francesco. Lo racconta lo stesso Paolo Celi:

R. – Non mi aspettavo assolutamente la telefonata. Quando ho risposto, ho sentito: “Paolo, sono Papa Francesco”. C’è stato un momento di silenzio da parte mia! Poi ovviamente mi ha invitato a portare a tutta la città di Nizza, a tutte le famiglie delle vittime, il suo messaggio di solidarietà, di conforto dicendo: “Cosa posso fare?”.

D. – Francesco le ha annunciato che incontrerà i parenti delle vittime?

R. – Abbiamo anche parlato – siamo stati diverso tempo al telefono – di un incontro a Roma in un futuro prossimo, senza fissare ancora una data.

D. – Il Pontefice ha sentito anche il sindaco di Nizza. Quale riflessione ne è nata sul dolore, sul sangue versato?

R. – Christian Estrosi per primo ha visto veramente con i suoi occhi delle immagini incredibili. Il Santo Padre gli ha ridato l’energia necessaria in questa situazione. Quella del Papa è stata una telefonata che ha dato conforto a migliaia di persone che si adoperano per alleviare il dolore. È stata veramente fondamentale.

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