Dioo «ci offre tante occasioni per salvarci ed entrare attraverso la porta della salvezza. Questa porta è l’occasione che non va sprecata». È la raccomandazione che ha fatto Papa Francesco all’Angelus domenicale. «Non dobbiamo fare discorsi accademici sulla salvezza», ha detto Francesco rivolto ai fedeli raccolti all’interno del colonnato berniniano in piazza San Pietro, «come quel tale che si è rivolto a Gesù, ma dobbiamo cogliere le occasioni di salvezza. Perché a un certo momento ‘il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta’, come ci ha ricordato il Vangelo. Ma se Dio è buono e ci ama, perché chiude la porta a un certo punto? Perché – ha spiegato il Pontefice argetntino – la nostra vita non è un videogioco o una telenovela; la nostra vita è seria e l’obiettivo da raggiungere è importante: la salvezza eterna».

Chiede di pregare per la Turchia
«Mi ha raggiunto la triste notizia dell’attentato sanguinario che ieri ha colpito la cara Turchia. Preghiamo per le vittime e i feriti e chiediamo il dono della pace per tutti», ha detto Papa Francesco all’Angelus in piazza San Pietro. Èdi almeno 50 morti e decine di feriti il bilancio dell’attentato di cui ha parlato il Pontefice, avvenuto durante una festa di nozze che si celebrava in strada a Gaziantep, in Turchia, non lontano dal confine con la Siria. Le autorità parlano di un kamikaze e la Procura fa sapere che sono stati trovati i resti di una cintura esplosiva. L’attentato, secondo Samil Tayyar, deputato dell’Akp per il distretto di Gaziantep, ha una firma certa: l’Isis.

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La porta della salvezza è stretta, ma spalancata
La porta della salvezza è «stretta», come scrive l’evangelista Luca, ha detto il Papa, ma al tempo stesso è «spalancata», come ricorda il Giubileo della misericordia in corso: per spiegare questa apparente contraddizione Papa Francesco, all’Angelus domenicale, ha spiegato che la porta è stretta «non perché sia oppressiva, no», ma perché Gesù «ci chiede di restringere e contenere il nostro orgoglio e la nostra paura, per aprirci con cuore umile e fiducioso a lui, riconoscendoci peccatori, bisognosi del suo perdono. Per questo è stretta». E ha fatto una proposta ai fedeli in piazza San Pietro: «Pensiamo adesso in silenzio per un attimo alle cose che ho dentro di me, e impediscono di attraversare la porta: il mio orgoglio, la mia superbia, i miei peccati. E poi pensiamo all’altra porta, quella spalancata dalla misericordia di Dio, che dall’altra parte ci aspetta per dare il perdono: un attimo in silenzio pensiamo a queste due cose».*

Fonte: Sole 24 ore

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