L’incontro che le Chiese cristiane d’Oriente e Occidente aspettavano dal 1054, anno del grande scisma, si concretizza a Cuba. Il volo col quale papa Francesco ha lasciato Fiumicino è atterrato all’aeroporto dell’Avana, dove ha fatto tappa lungo il viaggio per il Messico e dove ad attendere il pontefice c’era il patriarca di Mosca, Kirill. Nella sala riservata dell’aeroporto, i due primati di Mosca e di Roma si sono scambiati una serie di abbracci, entrambi sorridenti. “Finalmente, fratello: è chiaro che questa è la volontà di Dio”, ha detto Francesco toccandosi il cuore, in segno simbolico di un battito condiviso nell’ecumenismo. “Anche se le nostre difficoltà non si sono ancora appianate c’è la possibilità di incontrarci e questo è bello”, ha commentato il primate russo.

“Oggi è un giorno di grazia”, aveva twittato il profilo social di Bergoglio, mentre l’Airbus Alitalia sorvolava l’oceano. E un tweet ha lanciato anche l’altro grande primate ortodosso, Bartolomeo di Costantinopoli, che già è stato protagonista di intensi dialoghi e gesti di fraternità con Bergoglio: “Pregando per i miei fratelli in Cristo, Papa Francesco e il Patriarca Kirill. Contento che il dialogo iniziato nel 1964 con Atenagora e Paolo VI continua a dare i suoi frutti”

fonte: REPUBBLICA.IT

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